Fibromialgia / sindrome fibromialgica

Che cos’è la fibromialgia, che cos’è la sindrome fibromialgica?

La fibromialgia è una malattia dolorosa che colpisce indifferentemente tutti i muscoli e tutte le articolazioni del corpo. Si dice che la causa prima o vera della fibromialgia sia sconosciuta. Si presume che sia generata da infiammazioni,da malattie infettive croniche, forti cariche di stress, problemi legati alla crescita o da traumi di vario genere ( fibromialgia posttraumatica ). Secondo l’opinione ufficiale la cura e’ multimodale dato che non esiste una cura specifica. La possibilita’ di guarigione viene esclusa. A seguito di diagnosi ufficiale, la cura prevede l’uso di farmaci, anche se non esiste una cura specifica. Il metodo chirurgico del Prof. Bauer è invece in grado di guarire la fibromialgia.

Ulteriori informazioni

La Fibromialgia / FMS è una patologia somatica, legata alla condizione fisica. L’incollamento del punto di passaggio della triade anatomica coinvolta, ovvero arteria-vena-nervo, porta all’disturbo dell’impulso dei piccoli nervi che può allora variare in intensità. Tale impedimento viene registrato come uno stimolo errato e nocicettivo e viene rappresentato nel cervello come dolore.

Con l’operazione che comprende la liberazione dei piccoli nervi, gli stimoli patologici scompaiono e non sono piu’ rappresentati come dolore. Questa deafferenziazione fa si’ che la soglia del dolore abbia meno da fare. La funzione della soglia del dolore non e’ ridotta, come credono gli anestesisti, ma sovraccaricata, e percio’ pur funzionando, non smaltisce piu’ l’aumento delle ondate di falsi stimoli patologici che vengono dalla periferia. Tolti questi, la soglia del dolore riprende il suo lavoro normale. La memoria del dolore non viene piu’ nutrita da afferenze patologiche, e si scarica come un orologio a mano in circa 6 mesi dopo l’operazione.

La depressione non e’ la causa della fibromialgia,ma una conseguenza

Generalmente, il nome della malattia si abbrevia in «Fibro.» Non esistono farmaci specifici contro la fibromialgia. Generalmente, si prescrivono antidolorifici, antidepressivi e farmaci per rilassare i muscoli, a volte persino delle droghe. Spesso si suggerisce una terapia multimodale come combinazione di vari punti di vista.

Così come la causa della malattia (eziologia), viene considerata sconosciuta, sono considerati ignoti anche i meccanismi che sarebbero alla base della patologia e dello sviluppo della fibromialgia (patogenesi). Come qualsiasi altra malattia anche la fibromialgia influisce sulla condizione psicologica dei malati. A tal proposito, si hanno decorsi lunghi con numerosi tentativi terapeutici (spesso errati) e, generalmente, una reazione depressiva da parte del paziente, che viene trattata con antidepressivi. Dopo un po’ di tempo, a seguito di assuefazione, molti pazienti reagiscono meno agli antidepressivi e, con l’aumento delle dosi, questo può portare persino a effetti inversi e indesiderati che sfociano in fenomeni di autolesionismo. Inoltre, ci possono essere reazioni istintive, che possono arrivare persino al suicidio. Tuttavia la depressione e anche la sindrome da stanchezza cronica non sono la causa della fibromialgia, bensì conseguenze la cura delle quali non elimina la fibromialgia.

E’ importante fare una distinzione tra fibromialgia e sindrome fibromialgica. Nella seconda, ai dolori legati alle fibre muscolari si aggiunge anche un insieme di sintomi vegetativi e funzionali, denominati sintomi aggiuntivi. A questi appartengono eventuali gonfiori, allergie, mal di testa, emicranie, difficoltà a deglutire, perdita della voce, dolore oro-facciale, rigidità mattutina, problemi alla vista, oscillazione e diminuzione del campo visivo (nessun paio di occhiali dura a lungo), disfunzioni della valvola mitrale ( per questo e’ in aumento il numero di interventi con il catetere cardiaco ), panico, tremori, traspirazioni cutanee, depressione, ansia per il futuro, disfunzione di Hashimoto della tiroide, disturbi mestruali, dolori alla schiena, dolori all’altezza delle spalle e braccia, problemi di deambulazione, vescica irritabile, colon irritabile ( l’elenco non pretende di essere esauriente).

Ovviamente, è difficile che un paziente presenti tutti questi sintomi in una sola volta, ma è necessario individuare già i primi sintomi presenti come, per esempio, la riduzione della concentrazione (non riuscire a leggere un libro), la perdita di memoria, l’aumento della stanchezza, al fine di arrivare alla diagnosi corretta. Inoltre fa senso cercare i sintomi della lista presentata per poter arrivare ad una diagnosi corretta.

Le fasi della malattia

La prima fase della fibromialgia può durare per decenni. Il paziente più anziano giunto all’ambulatorio del Prof. Bauer aveva alle spalle 60 anni di dolori, che erano iniziati a partire dal sesto anno di età come dolori legati alla crescita. Nella prima fase i dolori aumentano anche se non esiste ancora nessuna diagnosi. Alla maggior parte dei pazienti vengono diagnosticate altre malattie varie con sintomi simili, prima di giungere alla diagnosi di fibromialgia. Nella seconda fase la malattia si conosce già poiché sono già state utilizzate tutte le cure classiche. Dal momento che, tuttavia, queste hanno portato solo sollievo ai dolori o alla depressione (considerata erroneamente come la causa della fibromialgia), potrebbero comparire anche pensieri suicidi. All’inizio della terza fase, i pazienti sono già orientati verso metodi alternativi, dopo aver provato tutte le vie classiche invano. Una diagnosi precoce della sindrome dolorosa non solo genera nei pazienti la consapevolezza di esser finalmente giunti alla diagnosi esatta, e rende, in combinazione, possibile anche un aiuto efficiente ed efficace secondo il metodo Bauer.